
Rossella Fiorotto
La ricerca pittorica di Rossella Fiorotto si situa all’intersezione tra fenomenologia della percezione e neuroscienze cognitive, esplorando i confini sottili tra visione oggettiva e proiezione mentale.
Fin dall’infanzia, la sua esperienza visiva è stata caratterizzata da una spiccata apofenia: una tendenza naturale a rintracciare strutture dotate di senso e presenze antropomorfe nel caos del dato visivo quotidiano.
Quella che inizialmente si presentava come una necessità di auto-affermazione e di convalida della propria lucidità rispetto a una percezione non convenzionale, si è evoluta nel tempo in una pratica artistica rigorosa e consapevole.
Al centro della sua indagine risiede lo studio dell’iperattività dell’area fusiforme facciale (FFA). L’artista manipola la materia pittorica per innescare nello spettatore lo stesso cortocircuito cognitivo che ha segnato la sua formazione: quel momento preciso in cui la macchia cessa di essere pigmento per farsi volto, sguardo e identità.
Attraverso una gestione sapiente del segno e dell’astrazione, Rossella Fiorotto non si limita a dipingere soggetti, ma progetta dispositivi visivi che interrogano i meccanismi biologici del riconoscimento. La sua pittura diventa così un campo di analisi sul bisogno umano di trovare un ordine nel disordine e un’umanità nell’ignoto, nobilitando un’esperienza percettiva soggettiva in un linguaggio estetico universale.
Opere partecipanti a Ca' Mestre Collective Exhibition of Visual Art – 2ª Edizione
in collaborazione con SurVivArt
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Scalando il volto alla ricerca della…
Tempera
70x100 cm
2026
A prima vista l’opera appare come un turbine di colori astratti, ma un’osservazione più attenta rivela una scena di profonda tensione e movimento.
La composizione è dominata da una monumentale e frammentata scultura dipinta principalmente nei toni del blu profondo, dell’indaco e del grigio fumo, con tocchi materici di nero. Questa grande figura sembra emergere da un caos primordiale. Accanto, si distingue chiaramente la figura di una donna, molto più piccola rispetto alla statua, che sta intraprendendo una faticosa scalata. La donna, vestita con un vibrante e acceso rosso scarlatto (con tocchi di bianco che definiscono i lineamenti del suo viso rivolto verso l’alto), è arrivata proprio all’altezza del viso della statua. È appesa, in una posizione precaria ma determinata. Il viso della statua, che si trova davanti a lei, è appena accennato, quasi fuso con la roccia o il metallo, ma la sua dimensione è opprimente e massiccia.
Altre pennellate di verde acido e rosso intenso in basso e a destra creano un contorno turbolento e instabile, quasi a rappresentare l’ambiente ostile da cui la donna sta cercando di sollevarsi. Questo disegno rappresenta una scalata verso la crescita personale. È l’emozionante rappresentazione del coraggio necessario per affrontare i propri demoni o i propri ideali più elevati, con la consapevolezza che il percorso è arduo e che non c’è nessuna garanzia di successo, se non la volontà stessa di continuare a salire.
Anima in emersione
Tempera
70x100 cm
2026
Il quadro si presenta come un’opera di stampo astratto-figurativo, dove la realtà non è definita con precisione ma viene evocata attraverso pennellate libere e materiche. La composizione è dominata da un dinamismo vorticoso, quasi una danza di colori che sembrano muoversi sulla tela. Al centro della composizione, emerge la figura di un volto femminile. Non è un ritratto statico, ma una presenza che sembra nascere (o dissolversi) nel colore.
I tratti sono accennati con delicatezza: si percepisce la curva di un profilo, l’ombra di uno sguardo, la grazia di una posa.
L’effetto è quello di una visione onirica, una figura catturata in un momento di transizione tra il pensiero e la forma fisica.



