
Da Sinistra Pagliaro, Negretto, Zanus, Baldessari.
Gruppo d’arte MATERIA PRIMA
Baldessari | Negretto | Zanus
Il Gruppo “Materia Prima” viene fondato nel 1982 a Venezia, presso il Teatro La Fenice, durante le prove di un balletto di Carolyn Carlson, dai pittori Guido Baldessari e Giampietro Cudin, insieme al poeta Maurizio Zanon.
Sebbene nel corso degli anni numerosi artisti abbiano orbitato attorno al collettivo, la compagine si è evoluta attraverso tappe precise:
-1994: Il pittore Giuliano Negretto entra a far parte integrante del gruppo. Contestualmente, la figura del critico d’arte Dino Manzelli viene ufficialmente identificata come parte del sodalizio.
-2000: A seguito di un incontro durante una performance, Baldessari invita l’artista e performer Stefano Zanus a unirsi al gruppo, dove già operava il pittore veneziano Bruno Pagliaro.
-2004: Dopo la scomparsa di Manzelli e l’uscita di Cudin, il critico d’arte Siro Perin viene chiamato a completare l’assetto del collettivo.
Con questa formazione, il gruppo riprende un’intensa attività espositiva. La consacrazione avviene nel 2005 quando, grazie al sostegno del Comune di Chioggia e di Amerigo Restucci (Rettore dello IUAV), il collettivo realizza un evento ufficiale nell’ambito della 51. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Per la prima volta, la kermesse lagunare estende i suoi confini alla città di Chioggia, riservando al Gruppo i prestigiosi spazi di Palazzo Grassi. Per l’occasione, i membri invitano due artisti internazionali storicamente vicini al collettivo: il giapponese Hiromi e il finlandese Paul Tiililä.
L’evento riceve una straordinaria risonanza mediatica, culminata nello storico articolo di Paolo Rizzi su Il Gazzettino, che così titolava a tutta pagina:
“La Biennale arriva a Palazzo Grassi con quattro artisti italiani, un finlandese e un giapponese. Chioggia, l’arte e l’immaginario. Hiromi, Tiililä, Baldessari, Negretto, Pagliaro e Zanus: ricerca nello spazialismo.”
Il Gruppo approda al 2016 con un bagaglio di 22 mostre all’attivo. Quell’anno segna però un momento di profondo mutamento: la scomparsa di Baldessari chiude simbolicamente questo secondo, prolifico periodo. Nel 2025, il collettivo subisce un’altra perdita importante con la scomparsa di Negretto.
Sebbene la storia formale del Gruppo sembrava destinata a concludersi, il suo spirito è rimasto vivo nell’attività di Zanus, sostenuto dal legame intellettuale con Siro Perin, le cui acute note critiche accompagnano il progetto da decenni. Da questa collaborazione è maturata l’idea di rigenerare il Gruppo Materia Prima, proiettandolo in una nuova dimensione che garantisca una continuità capace di andare oltre le singole perdite.
L’obiettivo è aprire le porte a nuovi artisti in un contesto libero da influenze estranee all’arte, riabbracciando i principi del comunicato emesso a Padova il 1° marzo 1998 in occasione della performance come FRONT INTERNATIONAL DES ARTISTES. Questa evoluzione trasforma il distacco in energia creativa, confermando che l’essenza del Gruppo risiede in una visione dell’arte come necessità esistenziale.
Il Gruppo MATERIA PRIMA opera in spazi non definiti, in quanto il loro agire è:
→ NELLO SPAZIO
→ NELLA MATERIA PRIMA
→ NELL’ESISTERE!
Venezia, 18 aprile 2026
Siro Perin e Stefano Zanus
Opere partecipanti a Ca' Mestre Collective Exhibition of Visual Art – 2ª Edizione
in collaborazione con SurVivArt
Sei interessato alle opere o a conoscere meglio questo artista?
Contatta info@biennalevillevenete.com / survivart20@gmail.com
MATERIA PRIMA trascrizione dell’ Articolo di Paolo Rizzi
La Biennale arriva a Palazzo Grassi con quattro artisti italiani, un finlandese e un giapponese
Chioggia, l’arte e l’immaginario
Hiromi, Tiililà, Baldessari, Pagliaro e Zanus: ricerca nello spazialismo
Chioggia – NOSTRO SERVIZIO
La Biennale arriva, finalmente, a Chioggia. È una coda della grande Esposizione d’arte: ma una coda oltremodo significativa. Si tratta di una mostra intitolata “Creare l’immaginario” che, inserita ufficialmente nell’ambito della Biennale 2005, intende indicare una nuova indagine interpretativa dello spazio mentale e spirituale. Chioggia – da quest’anno “città d’arte” – ospita nel suo nobile Palazzo Grassi sei artisti: quattro italiani, un finlandese e un giapponese. Essi intendono uscire dalla gabbia seducente dell’arte-spettacolo per impostare un’ ”arte di ricerca”, fedele a quello spazialismo che si sta diffondendo come luogo di una <<nuova vivibilità>>.
Di straordinario fascino, formale come spirituale, sono anzitutto i due stranieri. Il giapponese Hiromi rientra in un’estetica ed etica Zen, che si stacca dal nostro Minimalismo per la rarefazione di un colore che punta ad una mistica cosmica. Il finlandese Paul Tiililà tende a creare nuovi spazi basati su elaborati fantastici: sono schegge incandescenti di luce, che potrebbero interpretarsi come tentativi di uscire dal manierismo informale.
I quattro italiani sono stati scelti in quanto facenti parte del gruppo “Materia Prima“, attivissimo da alcuni anni non solo sul piano nazionale. Guido Baldessari parte da una pittura elettrica, carica di un nervoso dinamismo, per impostare, sulla base di un tessuto nastriforme, una ricerca di ordine sull’apparente disordine. La sua è un’indicazione di come lo Spazialismo storico possa caricarsi di una tensione spirituale, al di là del dinamismo di base. Giuliano Negretto dilata questa concezione di uno spazio fluido. Egli distilla una sorta di nebulosa che, all’interno di un chiarore persino abbacinante, ci trasporta in un mondo straniante: paesaggi irrorati da un meriggio dolcissimo. La sua materia così lievitata arriva ai limiti di un Assoluto.
Anche gli altri due artisti sono veneti come sentimento e come cultura. Bruno Pagliaro ci fa entrare in una seducente ragnatela di segni, una parcellizzazione infinitesimale dello spazio, quasi una ragnatela in cui dolcemente affogare. I filamenti dei segni si trasformano in filamenti nervosi, quindi i gangli di una percezione nel profondo della psiche. Anche Stefano Zanus lavora in questa direzione: la sua pulsione dinamica pare rispecchiare la forza dirompente di uno tsunami che si abbatte su ogni cosa. Evidente occorre distruggere prima di ricostruire: così i suoi zig zag di luce travalicano lo spazio fisico per mirare, appunto, ad uno spazio mentale.
Paolo Rizzi
“Creare l’immaginario”. Movimento d’Arte “Materia Prima”. Chioggia, Palazzo Grassi. Fino al 6 novembre. Orario: da lunedì a venerdì ore 10 – 12.30. evento nell’ambito ufficiale della Biennale.
Siro Perin – Critico d’Arte e Storico dell’Arte
Diplomato in Decorazione Plastica presso l’Istituto Statale d’Arte di Venezia, Siro Perin si è laureato in Storia dell’Arte Bizantina all’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi dedicata alla Scultura Esterna Erratica Bizantina a Venezia. Dal 2001 insegna materie umanistiche negli istituti secondari di primo e secondo grado e, dal 2004, è critico ufficiale del movimento artistico “Materia Prima”.
Nel corso della sua carriera ha organizzato, curato e presentato numerosi eventi artistici in Italia e all’estero, collaborando con importanti istituzioni culturali, gallerie e spazi espositivi, tra cui il Centro d’Arte San Vidal di Venezia, la Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzo Grassi di Chioggia, Forte Marghera, la Scuola Grande di San Teodoro, il Museo Nazionale di Villa Pisani, il Museo Archeologico di Altino, il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma di Grosseto, oltre a numerose gallerie d’arte contemporanea a Venezia, Milano, Roma, Firenze, Treviso, Udine e altre città italiane. Ha preso parte, come curatore, relatore e critico, a eventi collaterali della 51ª, 53ª, 59ª e 60ª Biennale d’Arte di Venezia, inclusi incontri e presentazioni presso il Padiglione Grenada. Nel corso degli anni ha recensito e presentato mostre personali e collettive di importanti artisti contemporanei italiani e internazionali, tra cui Giorgio de Chirico, Salvador Dalí, Emilio Vedova, Mario Schifano, Enrico Baj, Tano Festa, Giò Pomodoro, Omar Galliani, Rabarama, Tobia Ravà, Virgilio Guidi, Giuseppe Santomaso, Mimmo Rotella e molti altri. Parallelamente ha approfondito anche artisti storici e maestri della tradizione figurativa, dedicando studi, conferenze e presentazioni a personalità come Giovanni Boldini, Giovanni Fattori, Paul Gauguin, Duccio di Buoninsegna, Tullio Lombardo e Andrea Brustolon.
Da oltre vent’anni collabora con l’Associazione Culturale I.R.I.S. nella gestione degli eventi artistici presso il Centro Culturale “Fabrizio De André” di Marcon (VE), esperienza dalla quale è nato il DVD documentario La pittura veneta contemporanea, raccolta di interviste agli artisti partecipanti. Svolge inoltre attività di guida storico-artistica per enti culturali e amministrazioni pubbliche, accompagnando gruppi e visitatori alla scoperta di città storiche e mostre d’arte nazionali. Come autore e critico, scrive recensioni e articoli per gallerie, quotidiani e riviste specializzate, tra cui La Repubblica, L’Osservatore Romano, Il Giornale, Il Gazzettino, Archivio, Arte e Cultura ed Eco d’Arte Moderna.
È autore della guida storico-artistica Per non perdersi a Venezia, pubblicata da Grafiche Biesse e tradotta in cinque lingue. Ha tenuto cicli di conferenze dedicate alla Storia dell’Arte presso i Comuni di Marcon, Noale, Mira e Dolo, e ha curato l’introduzione critica di numerosi cataloghi di artisti italiani e internazionali. Nel corso della sua attività ha collaborato anche con emittenti televisive come Televenezia, Televeneto e Televeneto Sat, conducendo rubriche dedicate all’arte e alla critica artistica. Attualmente cura la trasmissione televisiva Scuola Grande su Televenezia. È stato membro di giuria e critico in numerosi premi d’arte nazionali e internazionali, tra cui il Premio Mestre di Pittura, il Premio Burano, il Premio Nardi, il Premio Famart e numerosi concorsi dedicati alle arti figurative contemporanee.
Accanto all’attività critica e curatoriale, prosegue il proprio percorso artistico come scultore, partecipando a mostre nazionali e internazionali.






